OPI | Ordine delle Professioni infermieristiche Cagliari

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L’infermiere di famiglia è finalmente realtà. Il Patto per la Salute recentemente approvato prevede infatti che accanto ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta, agli specialisti ambulatoriali e ai farmacisti ci sia “l’assistenza infermieristica di famiglia/comunità, per garantire la completa presa in carico integrata delle persone”.

 

“La professione fa un altro passo avanti nel suo cammino, entra nelle case delle persone, contrasta le disuguaglianze soprattutto nelle aree interne e garantisce un’assistenza territoriale accessibile soprattutto a una popolazione che invecchia e presenta sempre più cronicità e disabilità, con la necessità di soddisfare bisogni di assistenza complessi che gran parte delle famiglie non può affrontare da sola” ha commentato la presidente della Fnopi Barbara Mangiacavalli.

 

“Ora le Regioni, che hanno approvato il Patto – conclude la presidente – devono attuare le previsioni che contiene insieme agli Ordini degli infermieri. Noi siamo già al lavoro per preparare i nostri professionisti a interpretare al meglio questo nuovo ruolo che c’è stato assegnato all’interno del Servizio sanitario nazionale”.

 

Per approfondimenti:

https://www.fnopi.it/2019/12/18/patto-salute-infermiere-famiglia-infermiere-comunita-fnopi/

 

L’infermiere di famiglia sarà presto realtà. Non solo: gli infermieri avranno un ruolo fondamentale nella nuova organizzazione che garantirà l’aggiornamento degli standard di assistenza sul territorio. È quanto è emerso dalla maratona sul Patto per la Salute, l’iniziativa voluta dalla ministra  che lo scorso 8 luglio ha incontrato il Fnopi. A rappresentare la Federazione c’era Nicola Draoli, componente del Comitato centrale della Federazione e presidente dell’Ordine di Grosseto.

 

Il Patto per la Salute è il documento che farà da base all’organizzazione sanitaria del prossimo triennio e che valorizza il ruolo degli infermieri: dall’infermiere di famiglia, in grado di soddisfare i bisogni emergenti e sempre maggiori di cronici e non autosufficienti, fino alla valorizzazione dell’infermiere in attività e competenze dove oggi è presente, ma che non si sono potute sviluppare in modo omogeneo su tutto il territorio, come nell’emergenza-urgenza.

 

L’infermiere di famiglia è uno dei molteplici e importanti esempi delle competenze sviluppate dalla professione, ma ce ne sono molte altre anche riguardo all’assistenza ospedaliera e nell’emergenza urgenza. Proprio per questo FNOPI auspica che il nuovo Patto per la Salute sia volano per lo sviluppo e la valorizzazione delle competenze professionali degli infermieri.

 

“Il futuro del benessere dei cittadini passa dall’implementazione dell’assistenza infermieristica, soprattutto quella di famiglia e comunità, ben integrata in équipe ampie con i medici di medicina generale, a casa delle persone. Non possiamo più aspettare e questo Patto è la nostra più grande opportunità di farci trovare preparati ai bisogni reali delle persone” ha detto Draoli.

 

Maggiori informazioni al link http://www.fnopi.it/attualita/fnopi-alla-maratona-sul-patto-salute-infermiere-di-famiglia-e-maggiori-competenze-in-pole-id2699.htm

 

 

Anche il Ministero per gli Affari Regionali ha un ruolo nel Patto per la Salute, il documento stilato dal governo e che traccerà le strategia per il prossimo triennio. Per questo i rappresentanti della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche hanno incontrato lo scorso 4 luglio la ministra Erika Stefani. Al centro del colloquio, presenti per la FNOPI il componente del Comitato centrale Franco Vallicella e il portavoce della Federazione Tonino Aceti, anche il tema dell’autonomia differenziata, sul quale la Federazione ha ribadito la sua posizione di salvaguardia dell’equità e di omogeneità per quanto riguarda l’assistenza alle persone.

 

Stefani ha affermato che tutto avverrà in una cornice assolutamente nazionale e, quindi, come chiesto dalla FNOPI, tenendo ferma la barra su alcune parole come equità, unitarietà e indivisibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

 

La ministra si è detta d’accordo inoltre con gli infermieri sulla necessità di sollecitare interventi efficaci perché si portino le Regioni attualmente indietro nell’applicazione dei livelli essenziali di assistenza sullo stesso piano delle altre, per evitare diversità pericolose tra i cittadini.

 

Per quanto riguarda invece il Patto per la Salute, il coinvolgimento del ministro riguarda la sua delega per la valorizzazione delle zone montane e le piccole isole dove è prioritario l’inserimento dell’infermiere di famiglia.

 

Si tratta in sostanza della cura delle persone che vivono in oltre un terzo del territorio italiano (le zone montane coprono il 35,2 per cento e le piccole isole l’uno per cento del paese) e la collaborazione tra infermieri di famiglia sul territorio e Dipartimento degli Affari regionali porterebbe sostegno in quelle zone che oggi spesso vengono spopolate perché prive proprio di servizi pubblici.

 

La ministra Stefani ha giudicato rilevante l’argomento, dichiarandosi pronta a collaborare alla proposta FNOPI.

 

Per approfondimenti: http://www.fnopi.it/attualita/autonomie-e-patto-per-la-salute-la-fnopi-incontra-il-ministro-per-gli-affari-regionali-erika-stefani-id2696.htm