OPI | Ordine delle Professioni infermieristiche Cagliari

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Un memoriale per gli infermieri deceduti a causa del Covid-19. Verrà realizzato a Firenze nel complesso della basilica di Santa Croce, luogo della memoria collettiva del nostro Paese. Lo spazio scelto non è casuale: è già Parco della Rimembranza di dieci giovani eroi della prima guerra mondiale, all’interno della basilica conserva i monumenti dedicati a Machiavelli, Michelangelo, Galileo, Dante e Foscolo.

 

L’impegno di medici, infermieri e operatori sanitari che hanno perso la vita, in Italia, per salvarne altre combattendo il COVID-19, vivrà nel ricordo perenne di un monumento lì dove si affaccia la Cappella Pazzi. Presto, i promotori del progetto individueranno l’istituzione culturale e l’artista che si occuperà di realizzare materialmente l’opera che racconterà il coraggio nelle corsie degli ospedali e nelle strutture sanitarie italiane.

 

“Oggi ricordiamo chi non c’è più e chi ha dato tanto alle nostre nobili professioni: da Florence Nightingale, la cui vita è stata ed è tuttora esempio per intere generazioni di infermieri, ai caduti del Coronavirus” ha spiegatola presidente FnopiBarbara Mangiacavalli. “Mai come ora, guardare al passato per farne tesoro, per costruire un futuro migliore, è un’operazione necessaria”.

 

Non lontano dal memoriale c’è il monumento recentemente restaurato e dedicato a Florence Nightingale, la “Signora della lampada”, personaggio-simbolo del moderno concetto di cura che, grazie a intuizioni innovatrici, ha cambiato il corso dell’assistenza, e di cui, il 12 maggio scorso (Giornata internazionale dell’Infermiere), si è celebrato il bicentenario della nascita.

 

Per approfondimenti: https://www.fnopi.it/2020/07/15/memoriale-vittime-Covid19/

 

 

Con l’approvazione definitiva del decreto Rilancio è arrivata anche l’assunzione a tempo indeterminato di 9600 infermieri di comunità. “Una svolta storica che ci consentirà di rafforzare concretamente i servizi territoriali che rappresentano, come anche questa emergenza ci ha confermato, il baluardo fondamentale per prevenire e successivamente gestire le emergenze sanitarie” afferma il ministro della Salute Roberto Speranza.

 

“Ringraziamo il ministro assieme a tutto il Parlamento dove si è ritenuto di portare avanti senza modifiche il pilastro della prevenzione e dell’assistenza e dell’equità di accesso che finora ha proceduto al ralenti e che adesso potrà decollare a pieno titolo”, commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione degli ordini delle professioni infermieristiche.

 

Ma le parole di Speranza vanno oltre nel momento in cui ha definito la nuova strategia per l’assistenza come “un lavoro senza precedenti. Abbiamo investito più risorse sul Servizio Sanitario Nazionale negli ultimi 5 mesi – ha detto – che negli ultimi 5 anni. Siamo arrivati al momento a 29.433 assunzioni di cui 6330 medici, 13.607 infermieri, 6476 Oss. A cui si aggiungono ora i 9600 infermieri di famiglia/comunità”.

 

Ora è necessario applicare subito l’innovazione e dare spazio il più velocemente possibile alla nuova figura per l’assistenza sul territorio, anche prevedendo percorsi formativi ad hoc diffusi in tutte le Regioni: “Oggi l’infermiere di famiglia/comunità non è una figura improvvisata, ma un professionista preparato e che ha seguito master specifici per poter assistere al meglio i pazienti fragili e le loro famiglie”, aggiunge Mangiacavalli.

 

Per approfondimenti: https://www.fnopi.it/2020/07/16/dl-rilancio-legge-infermiere-famiglia-comunita/

 

 

Per le lauree triennali i posti a bando per l’anno accademico 2020-2021 per Infermieristica sono 16.013, per Infermieristica pediatrica 211 e per la laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche 1499. In Sardegna, i posti saranno 196 a Sassari, cento a Cagliari e quaranta a Nuoro.

 

A stabilirlo è il decreto del 26 giugno del Ministero dell’Università che ha fissato l’offerta formativa per l’esame di ammissione dell’8 settembre ai corsi di laurea delle Professioni Sanitarie. A diposizione in tutto ci sono 25.602 posti, 1206 in più dei 25.396 messi a bando lo scorso anno (+4,7 per cento), di cui quelli per infermiere sono il 63 per cento del totale.

 

In prevalenza la differenza in negativo, per -3.253 posti (-16,9 per cento), riguarda “Infermiere”, dato che i posti disponibili sono 16.013, a fronte di una maggiore richiesta della Fnopi che durante l’emergenza Covid ha elevato la domanda di posti bando dagli originari 17.611 di inizio anno a  19.266 di aprile.

 

I 16.013 posti a bando per la laurea in infermieristica rappresentano la disponibilità maggiore di posti messi a bando finora con il +6 per cento rispetto a quelli banditi lo scorso anno accademico (erano 15.069), ma comunque di molto inferiori agli aumenti percentuali di posti messi a bando per altre professioni.

 

“Ringraziamo il ministro dell’Università ma sottolineiamo che proseguendo con aumenti inferiori al fabbisogno reale che la Federazione certifica in base alle richieste dirette degli ordini provinciali, sarà difficile colmare la carenza infermieristica che da anni caratterizza l’Italia con meno 53mila infermieri”, sottolinea la presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche Barbara Mangiacavalli.

 

Per approfondimenti: https://www.fnopi.it/2020/07/02/posti-a-bando-lauree-decreto-mur/

 

Anche la Fnopi, rappresentata dalla sua presidente Barbara Mangiacavalli e dalla vicepresidente Ausilia Pulimeno, ha partecipato agli Stati generali convocati a Roma dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. La Federazione ha esposto il percorso futuro della professione e dell’assistenza sanitaria chiedendo il potenziamento della presa in carico sul territorio e a domicilio dei soggetti che versano in condizione di fragilità.

 

“In particolare” hanno spiegato a Conte Mangiacavalli e Pulimeno, “è necessario prevedere che l’infermiere di famiglia e comunità partecipi all’attuazione dei piani di assistenza territoriale da disegnare con una reale multi professionalità per identificare e gestire i contatti, l’organizzazione dell’attività di sorveglianza attiva e ricopra un ruolo di responsabilità nell’ambito dei processi infermieristici a livello distrettuale”.

 

Poi le richieste per la professione, prima tra tutte la realizzazione di un‘area contrattuale infermieristica che riconosca peculiarità, competenza e indispensabilità ormai evidenti della categoria.

 

“Serve anche un ulteriore adeguamento delle dotazioni organiche oltre i numeri dei decreti legati all’emergenza – prosegue Mangiacavalli – con l’aggiornamento della programmazione degli accessi universitari: gli infermieri non bastano, ne mancano 53mila ma gli atenei puntano ogni anno al ribasso”.

 

Poi le questioni economiche, ricordando che gli infermieri in Italia sono tra i meno pagati d’Europa: la loro retribuzione è compresa tra i 1200 e i 1600 euro al mese. Le richieste Fnopi sono di una indennità infermieristica che, al pari di quella già riconosciuta per altre professioni sanitarie della dirigenza, sia parte del trattamento economico fondamentale, non una “una tantum” e riconosca e valorizzi sul piano economico le profonde differenze rispetto alle altre professioni, sempre esistite, ma rese evidenti proprio da Covid-19.

 

Per approfondimenti: https://www.fnopi.it/2020/06/21/stati-generali-proposte-infermieri/