OPI | Ordine delle Professioni infermieristiche Cagliari

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Lo scorso 7 gennaio il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato il decreto che istituisce la Consulta permanente delle professioni sanitarie e socio-sanitarie.

 

“Sarà un luogo di dialogo, ascolto e confronto tra medici, infermieri, farmacisti e professionisti della salute. È anche così che si migliora il Servizio sanitario nazionale” ha scritto il ministro sulla sua pagina Facebook.

 

“Apprezzabile, condivisibile e necessario lo sprint del ministro Speranza che, passando dalle parole ai fatti, ha dato gambe alla Consulta delle Federazioni degli ordini professionali”, ha commentato la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli.

 

“Quello che ci aspettiamo ora da questa Consulta è che veda tutti protagonisti e allo stesso modo senza professioni di serie A e serie B, con un ministero e il suo ministro a garanzia di tutto questo”.

 

“In tal caso i 450mila infermieri impegnati ogni giorno nel prendersi cura della comunità e dei più fragili, saranno al fianco del ministro Speranza per disegnare davvero tutti insieme un percorso di confronto e condivisone tra le Federazioni, dove tutti abbiano stessa dignità e stesso rilievo per realizzare percorsi di assistenza virtuosi, necessari alla crescita e allo sviluppo reale del nostro Ssn”.

 

Per approfondimenti:

https://www.fnopi.it/2020/01/07/consulta-professioni-speranza-mangiacavalli/

 

 

Il progresso della scienza è un valore universale dell’umanità che non può essere negato o distorto per fini politici o elettorali. Per questo la Fnopi, prima federazione in Italia, ha sottoscritto lo scorso 22 novembre a Bologna il “Patto trasversale per la Scienza”, nel corso del convegno “Scienza & passione per vincere la crisi”, organizzato dal Gruppo Ricerca dell’Ordine degli infermieri del capoluogo emiliano romagnolo in collaborazione con Giovanni Pomponio (Ospedali riuniti di Ancona), ideatore del format.

 

Il Patto ha raccolto finora oltre 6100 firme, tra cui quelle di quattro premi Nobel (tutti stranieri, tre per la medicina e uno per la chimica), deputati e senatori, Università, esponenti di rilievo delle regioni, politici tra cui l’attuale viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, Matteo Renzi, Beppe Grillo, Beatrice Lorenzin, presidenti di società scientifiche e fondazioni per la ricerca, e Ranieri Guerra, vicedirettore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

 

“Sottoscrivere il Patto – ha detto la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli – è una scelta naturale per gli infermieri. Anche nel nuovo Codice deontologico abbiamo previsto che l’impegno dei nostri professionisti debba basarsi su conoscenze validate dalla comunità scientifica e che sia necessario aggiornare le competenze attraverso studio e ricerca, pensiero critico e riflessione fondata sull’esperienza e buone pratiche per garantire la qualità e la sicurezza delle attività”.

 

“Il rispetto della scienza – ha aggiunto il presidente dell’Ordine di Bologna Pietro Giurdanella – è essenziale per assicurare conoscenze determinate in base a principi rigorosi di verifica della loro validità, lo studio e l’applicazione di metodi teorici e sperimentali per rispondere alle molte domande che nascono dal bisogno di salute”.

 

Il Patto prevede cinque impegni per la politica.

 

1 – Tutte le forze politiche italiane si impegnano a sostenere la Scienza come valore universale di progresso dell’umanità che non ha alcun “colore politico”, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili.

 

2 – Nessuna forza politica italiana si presta a sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica come il negazionismo dell’Aids, l’anti-vaccinismo, le terapie non basate sulle prove scientifiche, ecc.

 

3 – Tutte le forze politiche italiane si impegnano a governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoscienziati che con affermazioni non dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica.

 

4 – Tutte le forze politiche italiane si impegnano ad implementare programmi capillari di informazione sulla Scienza per la popolazione, a partire dalla scuola dell’obbligo, e coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori, ed ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità.

 

5 – Tutte le forze politiche italiane si impegnano affinché si assicurino alla Scienza adeguati finanziamenti pubblici, a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base.

 

Per approfondimenti:

http://www.fnopi.it/attualita/patto-trasversale-per-la-scienza-fnopi-prima-federazione-a-sottoscriverlo-id2782.htm

“La cura per rendere più efficiente il Servizio sanitario nazionale deve prevedere prima di tutto una terapia fatta sì di meccanismi per ottimizzare la spesa, ma ottenendo prestazioni migliori e più efficaci, con un occhio di riguardo alle persone fragili in ambito territoriale. E la ricetta è chiudere e attuare il nuovo Patto della Salute e attivare vere équipe multiprofessionali sociosanitarie dove tutti devono lavorare insieme, ognuno secondo le proprie caratteristiche, ma tutti sullo stesso piano”.

 

Lo ha affermato la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli, intervenendo al Forum Risk Management di Firenze nel corso del convegno “La professione medica e la sinergia con le altre professioni sanitarie”.

 

“Obiettivo – ha proseguito la presidente Fnopi – è dare ai cittadini ciò di cui hanno veramente bisogno, disegnando i nuovi modelli su ciò che segue la diagnosi e la terapia: l’assistenza continua e la continuità tra ospedale (dove devono realizzarsi équipe professionali e multidisciplinari che come unico scopo hanno il completo benessere del malato) e territorio, dove alla diagnosi e terapia deve seguire un’assistenza efficiente e di qualità che solo la multiprofessionalità può garantire”.

 

“I cittadini hanno bisogno di medici e infermieri, che lavorino in un sistema che non può essere quello attuale” ha spiegato Mangiacavalli. “Abbiamo la necessità che il sistema si ammoderni, cogliendo quelle che sono le evoluzioni delle professioni e in particolare quelle infermieristiche”.

 

“La chiave qui – ha concluso – è l’infermiere di famiglia e di comunità a fianco del medico di famiglia, nel rispetto delle specifiche autonomie, competenze e peculiarità, entrambi insieme e coordinati, per i diritti e la salute dei pazienti. Le parole d’ordine da oggi in poi sono multiprofessionalità e multidisciplinarietà”.

 

Per approfondimenti:

http://www.fnopi.it/attualita/forum-risk-management-multi-professionalita-e-multidisciplinarita-parole-d-ordine-del-nuovo-ssn-id2786.htm

 

 

Recupero della retribuzione individuale di anzianità, esclusiva della dirigenza infermieristica, intramoenia, accesso al Servizio sanitario nazionale e alla direzione di struttura complessa, interventi sulle piante organiche dei ministeri per garantire la presenza dei rappresentanti della professione infermieristica tra i dirigenti, riequilibrio del ruolo di dirigenza e delle funzioni dei coordinatori infermieristici con la loro valorizzazione all’interno delle strutture, sistema di classificazione, graduatorie e normativa concorsuale.

 

È stato un lungo elenco di problematiche quello che che la presidente della Federazione degli ordini delle professioni infermieristiche Barbara Mangiacavalli e il portavoce Tonino Aceti hanno illustrato lo scorso 13 novembre alla ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone e al capo di gabinetto del ministero, Guido Carpani.

 

Argomenti su cui il ministro ha manifestato la sua disponibilità a collaborare – soprattutto sui temi che riguardano l’accesso al Ssn, ma non solo – se naturalmente riceverà l’input dal ministero della Salute, che vigila su tutte le professioni sanitarie.

 

“Ci auguriamo quindi – ha detto la presidente Barbara Mangiacavalli – che il ministero della Salute prenda in carico rapidamente anche le questioni di cui abbiamo parlato con il ministro Dadone, perché si possano sbloccare una serie di situazioni che oggi non riconoscono pienamente il ruolo, la funzione e la professionalità ormai raggiunta dagli infermieri”.

 

Per approfondimenti:

http://www.fnopi.it/attualita/fnopi-incontra-il-ministro-pa-dadone-dalla-retribuzione-di-anzianita-alla-revisione-delle-graduatorie-id2780.htm

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