OPI | Ordine delle Professioni infermieristiche Cagliari

    • Contrast
    • Layout
    • Font

Dalla FNOPI sette proposte per il rilancio della professione

Sette proposte,  inviate dalla Presidente della Fnopi Mangiacavalli al premier Conte, al Ministro Speranza e al Presidente delle Regioni Bonaccini, tra cui un piano di assunzioni, l’accesso alle direzioni delle aziende di servizi alle persone, il riconoscimento della malattia professionale in caso di infezione

 

Sette proposte  per rinforzare i servizi infermieristici e soprattutto fare compiere un salto alla professione a partire dalla creazione di un’area contrattuale infermieristica autonoma; ma anche per per “ristabilire equità, multidisciplinarietà vera e giustizia dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, anche a favore di quei servizi che proprio nell’emergenza si sono dimostrati più carenti se non spesso inesistenti. Come il territorio”.

 

Di seguito le sette proposte:

1. Un‘area contrattuale infermieristica che riconosca peculiarità, competenza e indispensabilità ormai evidenti di una categoria che rappresenta oltre il 41% delle forze del Servizio sanitario nazionale e oltre il 61% degli organici delle professioni sanitarie.

 

2. Una indennità infermieristica che, al pari di quella già riconosciuta per altre professioni sanitarie della dirigenza, sia parte del trattamento economico fondamentale,  riconosca e valorizzi sul piano economico le profonde differenze rispetto alle altre professioni, sempre esistite, ma rese evidenti proprio da COVID-19.

 

3. Garanzie sull’adeguamento dei fondi contrattuali e possibilità di un loro utilizzo per un’indennità specifica e dignitosa per tutti i professionisti che assistono pazienti con un rischio infettivo.

 

4. Garanzie di un adeguamento della normativa sul riconoscimento della malattia professionale in caso di infezione con o senza esiti temporanei o permanenti.

 

5. Immediato adeguamento delle dotazioni organiche con l’aggiornamento altrettanto immediato della programmazione degli accessi universitari: gli infermieri non bastano, ne mancano 53mila ma gli Atenei puntano ogni anno al ribasso.

 

6. Aggiornamento della normativa sull’accesso alla direzione delle aziende di servizi alla persona: sul territorio, l’emergenza ha dimostrato che non è possibile prescindere da una competenza sanitaria di tipo assistenziale a garanzia degli ospiti. Come nelle RSA ad esempio dove si stanno destinando proprio infermieri, quelli del contingente dei 500 volontari scelti dalla Protezione civile, ma anche a domicilio.

 

7. Superare il vincolo di esclusività prevedendo un’intramoenia infermieristica già scritta anche in alcuni Ddl fermi in Parlamento che gli consenta di prestare attività professionale a favore di strutture sociosanitarie (RSA, case di riposo, strutture residenziali, riabilitative…), per far fronte alla gravissima carenza di personale infermieristico di queste strutture.

 

Barbara Mangiacavalli, Presidente della FNOPI, comunica  che la  Federazione,  resta a disposizione per fornire tutto il supporto necessario  alle istituzioni per realizzare queste richieste nel modo migliore, più equo, ma anche più rapido possibile.

 

Per approfondimenti:

 

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=83967

 

About Author

Leave Comment