OPI | Ordine delle Professioni infermieristiche Cagliari

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Gentili colleghe, cari colleghi,

come tutte le professioni, anche la nostra ha necessità di stare al passo con i tempi e di adeguarsi alle sfide che la modernità impone. La condivisione di informazioni, una formazione continua, l’ascolto e l’attenzione ai bisogni delle persone con le quali giornalmente ci rapportiamo, devono poter contare su strumenti avanzati di confronto.

 

Ecco perché nasce il sito dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cagliari: per aiutarci a fare sempre meglio il nostro lavoro.

 

Nel sito ci saranno soprattutto informazioni che riguardano la nostra professione, sia a livello locale che a livello nazionale. Cercheremo di offrirvi tutte le notizie più interessanti, con un occhio attento ai temi della deontologia e dell’aggiornamento professionale. Perché è dal confronto con le altre realtà che ogni professionista ha la possibilità di crescere.

 

Ma il sito vuole essere anche la casa comune di tutti gli infermieri e le infermiere della provincia di Cagliari. Uno spazio di confronto e di dibattito, dove poter discutere i nostri problemi e avanzare le nostre proposte.

 

Per questo l’invito che rivolgo a tutti è quello di condividere, grazie a questo strumento, ragionamenti, considerazioni e riflessioni sulla nostra professione. Attendiamo i vostri interventi, le vostre testimonianze, le vostre proposte.

 

Perché nel confronto si cresce ed è esattamente ciò per cui lavora l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cagliari: aiutare i professionisti ad essere sempre più preparati e consapevoli dell’impegno che ogni giorno ci attende.

 

Grazie a tutti per l’attenzione con la quale ci seguirete.

 

Benvenuto nel sito dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cagliari, la nostra casa comune.

Aumento degli organici e più infermieri nel territorio. È quanto prevede il “Decreto Rilancio”. La misura prevista per gli infermieri è di 8 ogni 50mila abitanti: 9600 in più cioè, circa la cifra che Fnopi aveva già sottolineato come necessaria per dare il via alla figura dell’infermiere di famiglia/comunità durante la pandemia, anche se a regime ne serviranno secondo la Federazione almeno 20mila. In un primo tempo le assunzioni sono previste fino a fine anno, poi dal 2021 saranno stabilizzate a tempo indeterminato.

 

Lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza ha sottolineato che nel provvedimento si è voluto rafforzare la rete territoriale e il contact tracing, un investimento sui servizi domiciliari alle persone fragili che farà passare l’Italia dal 4 per cento della platea di assistiti al 6,7, 0,7 per cento in più della media Ocse.

 

“Questo passo – sottolinea Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi- riconosce la necessità già scritta da Governo e Regioni nel Patto per la salute 2019-2021 di introdurre a pieno titolo la figura dell’infermiere di famiglia/comunità. E non solo come supporto alla prima linea di Covid-19 che si sposta ormai sul territorio, ma anche per l’assistenza sempre necessaria a cronici e fragili non Covid”.

 

Secondo gli standard internazionali, ogni infermiere dovrebbe assistere in media non più di sei pazienti per ridurre il rischio di mortalità del 20-30 per cento, ma ci sono Regioni dove il rapporto raggiunge 1:16 e comunque non si scende sotto 1:9. E per le terapie intensive il dato è più rigido: un infermiere, ovviamente specializzato nell’emergenza, dovrebbe seguire al massimo poco più di un paziente e due in sub-intensiva per garantire un’assistenza all’altezza della gravità dei ricoveri. Oggi personale a sufficienza non c’è e i pazienti rischiano di restare soli.

 

Per approfondimenti: https://www.fnopi.it/2020/05/14/decreto-rilancio-infermiere-di-famiglia-terapie-intensive/

“Il vostro lavoro, da sempre essenziale al funzionamento del Servizio sanitario nazionale, mai come in questa stagione ha rivestito, e rivestirà sempre di più, un ruolo fondamentale nei servizi sul territorio, negli ospedali, ma anche a domicilio, nel contatto stretto con le famiglie”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza in un messaggio inviato alla Fnopiin occasione, lo scorso 12 maggio della Giornata internazionale dell’infermiere.

 

Un messaggio di augurio, apprezzamento e, al tempo stesso, di impegno per il riconoscimento della professione:“Nella prova durissima che l’Italia si è trovata ad affrontare l’impegno speso per vincere questa sfida ha assunto il volto degli infermieri che, insieme ai medici e agli altri professionisti e operatori sanitari, abbiamo visto in prima linea nei giorni più drammatici”.

 

“Un lavoro che va sostenuto – ha concluso Speranza – con un impegno altrettanto concreto da parte dello Stato per una tutela forte del diritto costituzionale alla salute”.

 

“Ringraziamo il ministro per le sue parole – ha commentato la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli- e gli assicuriamo che gli infermieri, come è stato da sempre e sempre sarà in futuro, avranno come primo obiettivo del loro agire la salute degli assistiti e il soddisfacimento pieno dei loro bisogni. Soprattutto, come ha ben sottolineato, sul territorio dove le esigenze sono spesso più forti e continue e dove proprio la pandemia ha dimostrato come troppe volte, siano esse Covid o non Covid, le persone restano sole. Questo non accadrà mai se gli infermieri potranno essergli vicini: il tempo di relazione per noi è tempo di cura. E per questo il nostro impegno è di non lasciare mai solo nessuno”.

 

Anche il ministro per gli Affari regionali Francesco Bocciaha affidato a twitter il suo messaggio: “Gli infermieri sono stati tra i protagonisti dell’emergenza Coronavirus, nella Giornata mondiale dell’infermiere il nostro grazie sincero va a loro: ai tanti ragazzi e ragazze, uomini e donne che hanno messo la loro professionalità e la loro passione al servizio del Paese”.

 

Per approfondimenti: https://www.fnopi.it/2020/05/12/speranza-messaggio-12-maggio/

Durante Covid-19 burnout e stress psico-fisico stanno colpendo tra il 30 e il 50 per cento degli operatori sanitari e a fine pandemia questi fenomeni rischiano di lasciare tracce indelebili. Per prevenirli lo psichiatra Massimo Picozzi propone on line e gratuitamente a medici e infermieri il nuovo progetto A.B.C.D.E. (Attenzione, Burnout, Compassion fatigue, Disturbo post traumatico da stress… E oltre). Il corso dà diritto a 10 crediti Ecm.

 

Vista l’importanza degli argomenti trattati e l’apprezzato il valore dei contenuti, anche la Fnopi (unitamente ad altre federazioni e società) ha dato il suo patrocinio all’iniziativa.

 

Il corso – che ha come provider e segreteria organizzativa Format (info@formatsas.com – www.formatsas.com) – è accessibile dal sito istituzionale Fnopi per gli operatori iscritti, perché questi possano evitare danni successivi a se stessi e ai pazienti e rappresenta, come lo ha definito il suo ideatore, un vero e proprio “Dpi psicologico” per qualunque sanitario lavori in area critica.

 

Gli obiettivi del corso, articolato su cinque lezioni, sono quelli di individuare strategie finalizzate a prevenire, riconoscere e gestire le varie forme di disagio psicologico che possono manifestarsi nei contesti sanitari e sociosanitari che si trovano a gestire l’emergenza Covid-19. Ma anche definire il burnout, riconoscendone i sintomi, acquisire conoscenze rispetto alla sindrome Compassion Fatigue e i sintomi attraverso i quali si manifesta e individuare i fattori che concorrono allo sviluppo del disturbo post traumatico da stress (Ptds) ed i relativi sintomi.

 

Secondo il Centro di Ricerca EngageMinds HUB dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che ha da poco condotto uno studio sul fenomeno, il 45 per cento del campione studiato ha avvertito frequentemente nell’ultimo mese almeno un sintomo di stress psico-fisico.

 

La presentazione del corso è visibile a questo link

 

Il corso è accessibile a questo link: 
https://bit.ly/2WqiPRr

 

Per approfondimenti: https://www.fnopi.it/2020/05/13/corso-antistress-fad/

 

 

I pilastri di una comunicazione efficace sono la veridicità, la coerenza e la gradualità. Anche quando si deve comunicare con i familiari di pazienti in completo isolamento a causa del Covid-19. Le società Aniarti, Siaarti, Sicp e Simeu hanno realizzato un documento destinato a tutte le istituzioni sanitarie che gestiscono le persone che hanno contratto il virus (in particolare quelli in una condizione clinica instabile) e ha lo scopo di aiutare il team di assistenza a comunicare con le famiglie che vivono in completo isolamento dal paziente.

 

Il documento invita gli operatori sanitari a fornire informazioni comprensibili sulla malattia e le opzioni terapeutiche; a ottenere informazioni sulle aspettative dei parenti riguardo alla malattia e sui valori del paziente e scelte; a mostrare empatia e partecipazione (attraverso un linguaggio non tecnico e con un atteggiamento che è né troppo distaccato né eccessivamente emotivo); a consentire ai parenti di esprimere le proprie emozioni; a prevenire equivoci e conflitti con il team di assistenza.

 

Per approfondimenti: https://www.fnopi.it/2020/04/19/aniarti-siaarti-sicp-simeu-documento-congiunto-covid/