OPI | Ordine delle Professioni infermieristiche Cagliari

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Anche l’Ocse lo certifica: “In Italia ci sono pochi infermieri e serve un nuovo modello di assistenza”

In Italia il rapporto tra infermieri e medici resta uno dei più bassi dei ventisette paesi Ocse: appena 1,5 contro una media di 2,7. Non solo: rispetto a una media Ocse di 8,8 professionisti ogni mille abitanti, da noi ce ne sono solo 5,8. Mentre di medici rispetto a una media Ocse di 3,5 l’Italia ne ha 4 ogni mille abitanti.

 

I dati sono riportati dal rapporto OECD Health at a Glance 2019, appena diffuso dall’Ocse, e non possono costituire una vera novità. A preoccupare è piuttosto l’invecchiamento della popolazione sia infermieristica che medica, con un aumento medio dal 2000 al 2017 del 36 per cento di “anziani”, ovvero di infermieri al di sopra dei 50 anni e per i medici dei 55 anni.

 

In questo quadro spicca anche il dato di servizi di prevenzione al di sotto della media Ocse (68 per cento in Italia contro una media del 73) e quello dell’aumento della disabilità legato all’invecchiamento della popolazione.

 

Secondo il rapporto Ocse l’Italia ha attualmente la seconda prevalenza più alta di demenza in tutti gli stati dell’Organizzazione (23 casi per 1000 abitanti). Entro il 2050, le proiezioni stimano che più di una persona su 25 vivrà con demenza.

 

Ma nonostante questo, l’Italia ha speso meno dello 0,6 per cento del Pil per l’assistenza a lungo termine nel 2017 e, sebbene il numero sia in aumento, l’Italia ha il quinto più basso numero di letti per lungodegenza.

 

L’Ocse sottolinea in questo senso la necessità di “un passaggio verso l’assistenza sanitaria primaria basata su team che integrino in modo flessibile le competenze di vari operatori sanitari per migliorare i risultati in pazienti con patologie croniche e multimorbidità (team interprofessionali per pazienti complessi nelle cure primarie)”.

 

“Per la prima volta l’Ocse mette in forte evidenza anche i rischi legati all’aumento di cronicità e disabilità e indica come cura quella che noi stiamo da tempo proponendo: team multiprofessionali soprattutto nell’assistenza di base, sul territorio – commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche – nel quale per noi la figura naturale accanto ai medici di medicina generale è l’infermiere di famiglia e di comunità”.

 

Per approfondimenti:

http://www.fnopi.it/attualita/ocse-health-at-a-glance-2019-team-professionali-per-fronteggiare-cronicita-e-disabilita-id2776.htm

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