OPI | Ordine delle Professioni infermieristiche Cagliari

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Gentili colleghe, cari colleghi,

come tutte le professioni, anche la nostra ha necessità di stare al passo con i tempi e di adeguarsi alle sfide che la modernità impone. La condivisione di informazioni, una formazione continua, l’ascolto e l’attenzione ai bisogni delle persone con le quali giornalmente ci rapportiamo, devono poter contare su strumenti avanzati di confronto.

 

Ecco perché nasce il sito dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cagliari: per aiutarci a fare sempre meglio il nostro lavoro.

 

Nel sito ci saranno soprattutto informazioni che riguardano la nostra professione, sia a livello locale che a livello nazionale. Cercheremo di offrirvi tutte le notizie più interessanti, con un occhio attento ai temi della deontologia e dell’aggiornamento professionale. Perché è dal confronto con le altre realtà che ogni professionista ha la possibilità di crescere.

 

Ma il sito vuole essere anche la casa comune di tutti gli infermieri e le infermiere della provincia di Cagliari. Uno spazio di confronto e di dibattito, dove poter discutere i nostri problemi e avanzare le nostre proposte.

 

Per questo l’invito che rivolgo a tutti è quello di condividere, grazie a questo strumento, ragionamenti, considerazioni e riflessioni sulla nostra professione. Attendiamo i vostri interventi, le vostre testimonianze, le vostre proposte.

 

Perché nel confronto si cresce ed è esattamente ciò per cui lavora l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cagliari: aiutare i professionisti ad essere sempre più preparati e consapevoli dell’impegno che ogni giorno ci attende.

 

Grazie a tutti per l’attenzione con la quale ci seguirete.

 

Benvenuto nel sito dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cagliari, la nostra casa comune.

Tutto il mondo si mobilita contro il virus dell’Hiv e in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids anche l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cagliari vuole dare il suo contributo di conoscenza e di sensibilizzazione. “Hiv: tra scienza e coscienza. La parola agli esperti” è il titolo del convegno che si terrà martedì 3 dicembre a partire dalle 9 presso l’Hotel Panorama di viale Diaz. Insieme al presidente dell’Opi Cagliari Pierpaolo Pateri, all’incontro prenderanno parte il docente di gastroenterologia Paolo Usai, gli immunologi Francesco Ortu e Paola Piano, e l’infermiere ed esperto di counselling Claudio Pirarba. La partecipazione all’iniziativa garantirà 5,3 crediti Ecm per gli infermieri e gli infermieri pediatrici.

 

“Come infermieri siamo sensibili a quelle tematiche che hanno un rilevante risvolto sociale” spiega il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Cagliari Pierpaolo Pateri. “Negli ultimi tempi la questione della diffusione del virus dell’Hiv sembra essere stata trascurata. In realtà, è importante tenere alta l’attenzione perché l’emergenza ancora esiste e coinvolge fasce sociali sempre diverse. Sotto questo aspetto, la figura dell’infermiere può essere cruciale nel far comprendere meglio, sia a livello ospedaliero che territoriale, l’importanza della prevenzione e di una corretta comunicazione dei principi di educazione sanitaria”.

 

“Negli ultimi anni sta aumentando il numero di persone colpite da malattie trasmesse sessualmente e i soggetti più colpiti sono i giovani” spiega il tesoriere dell’Opi e infermiere esperto di counselling Caudio Pirarba. “Con il nostro convegno vogliamo anche rinnovare l’apertura dell’Ordine al mondo della scuola e delle famiglie, perché i giovani siano sempre più consapevoli dei rischi che corrono se non adottano atteggiamenti semplici, come l’uso del preservativo nei rapporti occasionali o a rischio”.

 

Dopo la registrazione di partecipanti che avrà inizio alle 8.30, alle 9 porterà il suo saluto e darà inizio ai lavori il presidente dell’Opi di Cagliari Pierpaolo Pateri. Successivamente, si entrerà nel vivo del confronto con la relazione di Claudio Pirarba su “Lo scenario Hiv nella visione infermieristica: counselling e profilassi”.

 

“Lo scenario Hiv nella visione medica: profilassi pre-esposizione e problematiche etiche” sarà invece il tema trattato dall’immunologo Francesco Ortu del Centro Hiv e di immunologia clinica del Policlinico universitario di Cagliari, mentre delle nuove frontiere terapeutiche parlerà l’immunologa Paola Piano del Policlinico universitario di Cagliari.

 

Il convegno proseguirà con la relazione dell’immunologo Francesco Ortu su “La diagnostica di laboratorio: verso una diagnosi sempre più precoce”.

 

Dopo il coffee break, una tavola rotonda, moderata dal giornalista Vito Biolchini, approfondirà il tema “Hiv e malattie sessualmente trasmissibili: strategie profilattiche e giovani. Rapporto costo beneficio degli interventi, le questioni ancora aperte”. Insieme agli immunologi Francesco Ortu e Paola Piano, e all’infermiere Claudio Pirarba, interverrà anche il docente di gastroenterologia all’università di Cagliari ed esperto di papilloma virus Paolo Usai.

 

Alla tavola rotonda seguirà un momento di confronto e di approfondimento con i presenti, prima delle conclusioni e degli adempimenti Ecm.

 

Il progresso della scienza è un valore universale dell’umanità che non può essere negato o distorto per fini politici o elettorali. Per questo la Fnopi, prima federazione in Italia, ha sottoscritto lo scorso 22 novembre a Bologna il “Patto trasversale per la Scienza”, nel corso del convegno “Scienza & passione per vincere la crisi”, organizzato dal Gruppo Ricerca dell’Ordine degli infermieri del capoluogo emiliano romagnolo in collaborazione con Giovanni Pomponio (Ospedali riuniti di Ancona), ideatore del format.

 

Il Patto ha raccolto finora oltre 6100 firme, tra cui quelle di quattro premi Nobel (tutti stranieri, tre per la medicina e uno per la chimica), deputati e senatori, Università, esponenti di rilievo delle regioni, politici tra cui l’attuale viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, Matteo Renzi, Beppe Grillo, Beatrice Lorenzin, presidenti di società scientifiche e fondazioni per la ricerca, e Ranieri Guerra, vicedirettore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

 

“Sottoscrivere il Patto – ha detto la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli – è una scelta naturale per gli infermieri. Anche nel nuovo Codice deontologico abbiamo previsto che l’impegno dei nostri professionisti debba basarsi su conoscenze validate dalla comunità scientifica e che sia necessario aggiornare le competenze attraverso studio e ricerca, pensiero critico e riflessione fondata sull’esperienza e buone pratiche per garantire la qualità e la sicurezza delle attività”.

 

“Il rispetto della scienza – ha aggiunto il presidente dell’Ordine di Bologna Pietro Giurdanella – è essenziale per assicurare conoscenze determinate in base a principi rigorosi di verifica della loro validità, lo studio e l’applicazione di metodi teorici e sperimentali per rispondere alle molte domande che nascono dal bisogno di salute”.

 

Il Patto prevede cinque impegni per la politica.

 

1 – Tutte le forze politiche italiane si impegnano a sostenere la Scienza come valore universale di progresso dell’umanità che non ha alcun “colore politico”, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili.

 

2 – Nessuna forza politica italiana si presta a sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica come il negazionismo dell’Aids, l’anti-vaccinismo, le terapie non basate sulle prove scientifiche, ecc.

 

3 – Tutte le forze politiche italiane si impegnano a governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoscienziati che con affermazioni non dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica.

 

4 – Tutte le forze politiche italiane si impegnano ad implementare programmi capillari di informazione sulla Scienza per la popolazione, a partire dalla scuola dell’obbligo, e coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori, ed ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità.

 

5 – Tutte le forze politiche italiane si impegnano affinché si assicurino alla Scienza adeguati finanziamenti pubblici, a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base.

 

Per approfondimenti:

http://www.fnopi.it/attualita/patto-trasversale-per-la-scienza-fnopi-prima-federazione-a-sottoscriverlo-id2782.htm

“La cura per rendere più efficiente il Servizio sanitario nazionale deve prevedere prima di tutto una terapia fatta sì di meccanismi per ottimizzare la spesa, ma ottenendo prestazioni migliori e più efficaci, con un occhio di riguardo alle persone fragili in ambito territoriale. E la ricetta è chiudere e attuare il nuovo Patto della Salute e attivare vere équipe multiprofessionali sociosanitarie dove tutti devono lavorare insieme, ognuno secondo le proprie caratteristiche, ma tutti sullo stesso piano”.

 

Lo ha affermato la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli, intervenendo al Forum Risk Management di Firenze nel corso del convegno “La professione medica e la sinergia con le altre professioni sanitarie”.

 

“Obiettivo – ha proseguito la presidente Fnopi – è dare ai cittadini ciò di cui hanno veramente bisogno, disegnando i nuovi modelli su ciò che segue la diagnosi e la terapia: l’assistenza continua e la continuità tra ospedale (dove devono realizzarsi équipe professionali e multidisciplinari che come unico scopo hanno il completo benessere del malato) e territorio, dove alla diagnosi e terapia deve seguire un’assistenza efficiente e di qualità che solo la multiprofessionalità può garantire”.

 

“I cittadini hanno bisogno di medici e infermieri, che lavorino in un sistema che non può essere quello attuale” ha spiegato Mangiacavalli. “Abbiamo la necessità che il sistema si ammoderni, cogliendo quelle che sono le evoluzioni delle professioni e in particolare quelle infermieristiche”.

 

“La chiave qui – ha concluso – è l’infermiere di famiglia e di comunità a fianco del medico di famiglia, nel rispetto delle specifiche autonomie, competenze e peculiarità, entrambi insieme e coordinati, per i diritti e la salute dei pazienti. Le parole d’ordine da oggi in poi sono multiprofessionalità e multidisciplinarietà”.

 

Per approfondimenti:

http://www.fnopi.it/attualita/forum-risk-management-multi-professionalita-e-multidisciplinarita-parole-d-ordine-del-nuovo-ssn-id2786.htm

 

 

Il Risk manager non si sceglie per titolo di studio ma, come prescrive la legge, in base a una “adeguata formazione e comprovata esperienza” nell’organizzazione e nella gestione del rischio. Lo ha sottolineato la Fnopi in occasione del recente Forum Risk Management di Firenze in cui sono stati presentati i risultati del lavoro svolto dal coordinamento delle Regioni nel 2019.

 

La preparazione necessaria al corretto svolgimento dei compiti del Risk manager, sottolinea Fnopi, è sostanzialmente rivolta ai temi dell’organizzazione, dell’analisi dei processi, di comunicazione, di formazione e, non ultima di cambiamento culturale. Attività che spesso, nei corsi di laurea degli operatori sanitari, non sono presenti.

 

È evidente quindi come la necessità di individuare le caratteristiche di un Risk manager della sanità non debba essere esclusivamente ricercata nel corso di laurea svolto ma nella formazione e nelle attività oggettive svolte cioè “con adeguata formazione e comprovata esperienza almeno triennale nel settore”, come appunto indica la legge.

 

Del resto, è noto a tutti che oltre il 90 per cento degli errori che si verificano nella sanità italiana non sono attribuibili a imperizia imprudenza o negligenza ma, invece, a carenze organizzative, scarsa proceduralizzazione dei processi e ridotto cambiamento culturale verso l’errore.

 

Il Risk manager, prima di una laurea in medicina, deve  avere dunque una “adeguata formazione e  comprovata  esperienza”  nell’organizzazione e nella gestione del rischio. E la Federazione fa un esempio per tutti: il Risk manager, direttore di struttura complessa, dell’Irccs “Rizzoli” di Bologna (istituto ortopedico famoso nel mondo), è un infermiere con laurea magistrale in Scienze infermieristiche.

 

 

Per approfondimenti:

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=79231