OPI | Ordine delle Professioni infermieristiche Cagliari

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Gentili colleghe, cari colleghi,

come tutte le professioni, anche la nostra ha necessità di stare al passo con i tempi e di adeguarsi alle sfide che la modernità impone. La condivisione di informazioni, una formazione continua, l’ascolto e l’attenzione ai bisogni delle persone con le quali giornalmente ci rapportiamo, devono poter contare su strumenti avanzati di confronto.

 

Ecco perché nasce il sito dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cagliari: per aiutarci a fare sempre meglio il nostro lavoro.

 

Nel sito ci saranno soprattutto informazioni che riguardano la nostra professione, sia a livello locale che a livello nazionale. Cercheremo di offrirvi tutte le notizie più interessanti, con un occhio attento ai temi della deontologia e dell’aggiornamento professionale. Perché è dal confronto con le altre realtà che ogni professionista ha la possibilità di crescere.

 

Ma il sito vuole essere anche la casa comune di tutti gli infermieri e le infermiere della provincia di Cagliari. Uno spazio di confronto e di dibattito, dove poter discutere i nostri problemi e avanzare le nostre proposte.

 

Per questo l’invito che rivolgo a tutti è quello di condividere, grazie a questo strumento, ragionamenti, considerazioni e riflessioni sulla nostra professione. Attendiamo i vostri interventi, le vostre testimonianze, le vostre proposte.

 

Perché nel confronto si cresce ed è esattamente ciò per cui lavora l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cagliari: aiutare i professionisti ad essere sempre più preparati e consapevoli dell’impegno che ogni giorno ci attende.

 

Grazie a tutti per l’attenzione con la quale ci seguirete.

 

Benvenuto nel sito dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cagliari, la nostra casa comune.

 

Ogni anno circa cinquemila infermieri subiscono violenze fisiche o verbali (circa 13-14 al giorno) e l’89,6 per cento è stato vittima, di violenza fisica/verbale/telefonica o di molestie sessuali da parte dell’utenza sui luoghi di lavoro. Lo dice una ricerca condotta dall’Università di Tor Vergata di Roma. Secondo l’Inail, di tutte le aggressioni il 46 per cento sono a infermieri e appena il 6 a medici (gli infermieri sono i primi a intercettare i malati al triage, a domicilio, e quindi quelli più soggetti).

 

In base ai dati rilevati si può dire che praticamente circa 240mila infermieri su 270mila dipendenti durante la loro vita lavorativa hanno subito una qualche forma di violenza, sia pure solo una aggressione verbale.

 

Per parlare dell’emergenza sono stati invitati dalle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali della Camera il componente del Comitato centrale della Fnopi Cosimo Cicia e il presidente dell’Opi di Arezzo Giovanni Grasso. Nel corso dell’audizione, nell’ambito dell’esame dei progetti di legge recanti “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”, i due rappresentanti della categoria hanno lanciato la campagna social ormai virale #RispettaChiTiAiuta rivolta ai cittadini e illustrato le richieste Fnopi.

 

La Fnopi non ha intenzione – e chiede che la legge possa essere una garanzia in questo senso – di lasciare solo nessun collega. L’infermiere, come ogni professionista della salute, non è un bersaglio, non è un capro espiatorio, non è un contenitore inerme dove riversare rabbia, frustrazione e inefficienze del sistema.

 

 

Per approfondimenti: https://www.fnopi.it/2020/01/22/violenza-proposte-fnopi-audizione-camera-formazione/

 

Sono trenta gli infermieri liberi professionisti che a Roma hanno iniziato un percorso di formazione avanzata sul Coronavirus 2019-nCoV che consentirà loro di far parte delle équipe sanitarie impiegate nelle attività speciali di controllo all’interno degli aeroporti di Fiumicino e Malpensa, per i voli in arrivo dalla Cina.

 

Muniti di dispositivi di protezione individuale di ultima generazione, gli infermieri avranno il compito di rilevare la temperatura corporea dei passeggeri e distribuire moduli per la gestione di eventuali sintomi che insorgano entro 14 giorni dal viaggio, integrando tra l’altro lo staff della sala operativa del numero di pubblica utilità 1500, attivo 24 ore su 24.

 

On line anche un portale dedicato al nuovo coronavirus all’indirizzo:
http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/homeNuovoCoronavirus.jsp

 

La Fnopi, intanto, continua a partecipare ai lavori quotidiani dellatask force insediata presso il ministero della Salute. Il ministro Speranza ha chiesto a tutte le Federazioni di fare rete con le istituzioni e il territorio per contribuire da un lato a dare informazioni appropriate, dall’altro a contenere la bolla mediatica ed essere punto di riferimento per i cittadini. La Federazione degli Infermieri, in questo senso, ha inviato una circolare agli Ordini provinciali perché facciano altrettanto nei territori di loro competenza.

 

Per approfondimenti:

https://www.fnopi.it/2020/01/27/coronavirus-infermieri/

 

Ventitré infermieri sono stati sospesi perché non iscritti all’Ordine e ora rischiano il licenziamento e la denuncia per abuso di professione. È accaduto al Policlinico “Umberto I” di Roma. Tutto è nato da una indagine interna all’azienda sanitaria e alla collaborazione dell’Opi di Roma e di altri Opi italiani.

 

Il fatto è grave perché costituisce un precedente per i tanti che non si sono mai messi in regola e che ora rischiano pesantemente.

 

Con questo non significa che i “colleghi” interessati non abbiamo conseguito i titoli di studio richiesti per fare gli infermieri (vecchio diploma e relativa equipollenza o laurea triennale oppure diploma estero riconosciuto in Italia) ma è chiaro che non essendo legalmente riconosciuti dallo Stato non possono operare all’interno delle strutture sanitarie.

 

L’obbligo di adesione all’Ordine è infatti sancito anche dalla legge 3/2018, che ha istituito Fnopi, Opi e gli altri enti ordinistici delle professioni sanitarie.

 

 

Per approfondimenti: https://www.assocarenews.it/infermieri/infermieri-sospesi-perche-non-iscritti-allordine-ora-rischiano-licenziamento

 

 

Da sempre una delle maggiori criticità del nostro Sistema sanitario è data dalle code ai Pronto Soccorso. Una emergenza che alla Asl di Biella è stata affrontata potenziando la presenza infermieristica al triage nelle ore diurne, e questo ha permesso di strutturare una strategia organizzativa innovativa dal punto di vista professionale che ha soddisfatto gli infermieri.

 

La vicenda è raccontata in un articolo pubblicato nell’ultimo numero della rivista “L’Infermiere”. La “pregestione infermieristica, oltre che ad agire in misura positiva proprio su questi esiti di risultato, sembrerebbe rappresentare la leva motivazionale che influisce in misura favorevole sulla soddisfazione degli operatori dello stesso Pronto Soccorso.

 

Una curiosità: per esprimere la loro valutazione al servizio, agli infermieri è stato chiesto di scattare una fotografia che simboleggiasse il loro grado di soddisfazione. E i risultati sono stati sorprendenti.

 

Per leggere l’articolo:

https://www.infermiereonline.org/2020/01/13/soddisfazione-degli-infermieri/?fbclid=IwAR2wstOwKnhVh4NSdy5Pv4rszzqGRLjdwA8EFuZtgMR-PSL641AV8UbCzWc