OPI | Ordine delle Professioni infermieristiche Cagliari

    • Contrast
    • Layout
    • Font

 

I pazienti affetti da patologie oncologiche o onco-ematologiche, come anche altre patologie associate a immunosoppressione, sono particolarmente a rischio, sia per quanto riguarda la morbilità che la letalità correlate a infezioni da virus respiratori, quali l’influenza e il SARS-CoV-2. Anche se i dati al momento sono limitati, sembra che da un lato esposti a maggior rischio di contrarre l’infezione, e dall’altro ad andare incontro a un andamento più severo.

 

All’interno di questo gruppo di pazienti un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dall’aver ricevuto, nel mese precedente all’infezione, trattamenti chemioterapici e/o chirurgici. Infine, è da sottolineare che il 28 per cento dei pazienti analizzati era affetto da tumore del polmone.

 

Da queste informazioni possono essere formulate le Raccomandazioni per la gestione dei pazienti oncologici e onco-ematologici in corso di emergenza da Covid-19, redatte su iniziativa del Comitato Tecnico-Scientifico della Protezione Civile e inviate dal ministero della Salute a tutti componenti della task force sul Covid-19.

 

SCARICA LE RACCOMANDAZIONI

 

 

 

“Ringrazio di cuore il personale ospedaliero, i medici, le infermiere e gli infermieri, i volontari che in questo momento tanto difficile sono accanto alle persone che soffrono. Grazie di cuore per questo sforzo”. Lo ha detto Papa Francesco nell’udienza generale dello scorso 11 marzo, affrontando il tema della pandemia di Coronavirus.

 

Non è la prima volta che il Sommo Pontefice rivolge parole di apprezzamento per il lavoro di chi sta in corsia. Il 3 marzo del 2018, incontrando i membri della Federazione dei collegi infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d’infanzia (Ipasvi), Francesco aveva sottolineato che la professionalità degli infermieri si manifesta “non solo in ambito tecnico”, ma soprattutto “nella sfera delle relazioni umane”:

 

“È davvero insostituibile il ruolo degli infermieri nell’assistenza al malato. Al pari di nessun altro, l’infermiere ha una relazione diretta e continua con i pazienti, se ne prende cura quotidianamente, ascolta le loro necessità ed entra in contatto con il loro stesso corpo, che accudisce”.

 

 

Per approfondimenti:

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2020-03/pensieri-papa-francesco-infermieri-coronavirus.html

 

A seguito delle nuove disposizioni di cui al DPCM 9 marzo 2020, recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale, si comunica che l’ufficio OPI di Cagliari rimarrà chiuso al pubblico fino al 03 aprile 2020, salvo nuove indicazioni dalle autorità competenti.

Per qualunque esigenza sarà possibile contattare la Segreteria nei giorni e negli orari stabiliti di apertura al pubblico ai seguenti recapiti:

Tel.: 07044622 – lunedì e giovedì dalle 17:00 alle 19:00

e-mail: opicagliari@outlook.it

pec: cagliari@cert.ordine-opi.it

Chiusura Uffici Covid 19

 www.opicagliari.it 

 

Ieri il Consiglio dei Ministri ha deciso di estendere con un decreto a tutto il Paese misure di contenimento del Coronavirus ancora più rigorose. Tra queste, la sospensione di congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi  pubblici essenziali o di pubblica utilità.

 

Per quanto riguarda il mondo sanitario, è vietato agli accompagnatori dei pazienti permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto, l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria  della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire  possibili trasmissioni di infezione.

 

Il Dpcm prevede anche una nuova serie di misure di informazione e prevenzione da adottare sull’intero territorio nazionale.

 

Il personale sanitario si attiene alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria previste dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e applica le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti previste dal Ministero della salute.

 

Si raccomanda a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità o stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

 

Nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del servizio sanitario, e in tutti i locali aperti al pubblico, sono messe a disposizione degli addetti e degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani.

 

Per quanto riguarda gli operatori sanitari, il Dpcm prevede che in base alle indicazioni delle misure di contenimento provvedano alla prescrizione della permanenza domiciliare, secondo una serie di le modalità:

 

a) contattano telefonicamente e assumono informazioni, il più possibile dettagliate e documentate, sulle zone di soggiorno e sul percorso del viaggio effettuato nei quattordici giorni precedenti, per una adeguata valutazione del rischio di esposizione;

 

b) accertano la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, informano dettagliatamente l’interessato sulle misure da adottare, illustrandone le modalità e le finalità per assicurare la massima adesione;

 

c) accertata la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, l’operatore di sanità pubblica informa il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta da cui il soggetto è assistito anche per l’eventuale certificazione ai fini Inps;

 

d) in caso di necessità di certificazione Inps per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata all’Inps, al datore di lavoro e al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena, specificandone la data di inizio e fine.

 

L’operatore di sanità pubblica deve anche:

 

a) accertare l’assenza di febbre o altra sintomatologia del soggetto da porre in isolamento, e degli altri eventuali conviventi;

 

b) informare la persona circa i sintomi, le caratteristiche di contagiosità, le modalità di trasmissione della malattia, le misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi in caso  di comparsa di sintomi;

 

c) informare la persona della necessità di misurare la temperatura corporea due volte al giorno (la mattina e la sera).

 

Per approfondimenti:

https://www.fnopi.it/2020/03/05/covid-19-dcpm-4-marzo-contenimento-misure-generali-misure-operatori/